In questa sezione vengono elencate le Domande e Risposte più frequenti sul Fondo Pensione Prevedi.

Consulta le risposte, cliccando sulla relativa Domanda.

Informazioni

Informazioni COSA E’ PREVEDI?

PREVEDI è il Fondo Pensione Complementare Nazionale per i Lavoratori delle Imprese Industriali ed Artigiane Edili ed Affini.

PREVEDI è stato istituito dalla contrattazione collettiva nazionale relativa al settore edile, e ha come scopo esclusivo quello di garantire ai lavoratori associati prestazioni aggiuntive rispetto a quelle erogate dal sistema previdenziale pubblico. Infatti, PREVEDI è un Fondo di categoria, cioè riservato ai lavoratori soggetti ai Contratti Nazionali di lavoro CCNL Edili-industria, Edili-artigianato e Aniem-Anier-Confimi.

Tieni conto che Prevedi può supportarti anche prima del pensionamento, in caso di uscita dal settore edile oppure, durante il rapporto di lavoro, con alcune tipologie di anticipazioni sulla posizione individuale.

Per effetto di questi contratti, tutti i lavoratori edili hanno una posizione aperta in PREVEDI e stanno già accantonando nel Fondo Pensione un contributo “contrattuale”, a solo carico del datore di lavoro. Le modalità di calcolo del contributo contrattuale obbligatorio sono indicate nella “Guida sul calcolo del contributo contrattuale” disponibile nella sezione normativa del sito web di Prevedi.

Registrati o accedi all’Area riservata, per vedere quanto è stato fino ad ora accantonato a tuo favore.

È possibile integrare la propria posizione presso Prevedi attivando contribuzioni aggiuntive rispetto al contributo contrattuale, utilizzando l’apposito modulo di integrazione contributiva.

Il primo e più importante vantaggio derivante dalla integrazione del contributo contrattuale è la possibilità di attivazione di un ulteriore contributo a carico del datore di lavoro pari all’1% della retribuzione, semplicemente versando nel Fondo un contributo a tuo carico pari all’1% della tua retribuzione mensile.

Inoltre puoi scegliere se versare nella tua posizione Prevedi anche il TFR oppure se lasciarlo in azienda.

Un ulteriore vantaggio deriva dai benefici fiscali: il contributo a tuo carico e quello a carico del datore di lavoro sono deducibili ai fini IRPEF fino al raggiungimento dell’importo di € 5.164,57 annui.

I contributi versati a Prevedi sono al sicuro: se il datore di lavoro fallisce senza aver versato le tue contribuzioni puoi richiedere l’intervento del fondo di garanzia INPS che verserà a PREVEDI l’intero importo delle spettanze a te dovute.

PREVEDI è il fondo pensione della tua categoria, non ha scopo di lucro e, quindi, ha costi più bassi rispetto al mercato dei fondi aperti e delle polizze previdenziali gestite da banche e assicurazioni.

 

Accedi al motore “Confronta Fondi” per scoprire quanto conviene scegliere PREVEDI rispetto agli altri fondi pensione del mercato!

In aggiunta al contributo contrattuale, che ti viene accantonato per Contratto, puoi scegliere di versare a Prevedi l’1% della tua retribuzione lorda mensile (o dell’1,1% se soggetto al CCNL Edili - Aniem – Anier) in questo modo, otterrai un ulteriore contributo dal tuo datore di lavoro, anch’esso pari all’1% della tua retribuzione mensile.

Inoltre, potrai decidere di versare a Prevedi il TFR che matura ogni mese oppure di mantenerlo in azienda.

Le possibili opzioni di integrazione del contributo a Prevedi sono indicate di seguito:

- Opzione contributiva completa: 1% della retribuzione mensile a carico del lavoratore che dà diritto ad un ulteriore 1% della retribuzione a carico del datore di lavoro + TFR maturando nella misura del 100% per i lavoratori occupati dal 29/04/1993 oppure 18% per i lavoratori occupati entro il 28/04/1993.

- Opzione contributiva senza TFR: 1% della retribuzione mensile a carico del lavoratore che dà diritto ad un ulteriore 1% della retribuzione a carico del datore di lavoro.

- Opzione contributiva solo TFR: solo TFR maturando (in tal modo il lavoratore rinuncia al contributo dell’1% a carico del datore di lavoro).

Con PREVEDI il tuo contributo raddoppia: versando l’1% della retribuzione a Prevedi il tuo datore di lavoro è infatti tenuto, per effetto del Contratto di lavoro dell’edilizia, a versare un ulteriore 1% sulla tua posizione Prevedi.

Tieni conto che la misura della contribuzione al Fondo Prevedi può essere liberamente modificata dal lavoratore, che può anche decidere di sospenderla e successivamente riattivarla in qualsiasi momento.

 

Per attivare contribuzioni aggiuntive al contributo contrattuale utilizza l’apposito “Modulo di integrazione contributiva”. Per modificare la misura della contribuzione puoi utilizzare, invece, l’apposita modulistica del sito.

 

 
Informazioni PREVEDI E’ SICURO

PREVEDI non ha scopo di lucro, non può indebitarsi, accendere mutui o richiedere prestiti, per legge.

Quindi, PREVEDI non può fallire: questo vuol dire che seppure i gestori finanziari che gestiscono il patrimonio di PREVEDI fallissero, il patrimonio del Fondo Pensione non potrebbe essere intaccato perché separato da quello degli stessi gestori.

 

Il fatto che PREVEDI è un ente senza scopo di lucro comporta anche che il Fondo non può accantonare riserve derivanti dalle quote associative versate dagli iscritti e che tutti i rendimenti della gestione finanziaria del patrimonio del Fondo (al netto delle spese di gestione) sono accreditati alle posizioni individuali degli aderenti.

Se il tuo datore di lavoro fallisce o viene sottoposto a una procedura concorsuale puoi fare richiesta al Fondo di garanzia INPS per la previdenza complementare che si occupa di versare a Prevedi le tue contribuzioni non ancora versate dal datore di lavoro insolvente.

In questo modo sei sicuro che non perderai i contributi che hai scelto di versare in Prevedi.

Se hai bisogno di aiuto o vuoi maggiori informazioni su come richiedere il fondo INPS, scrivici un’email dal form di contatto.

Se ti registri all’Area riservata di Prevedi, potrai verificare tu stesso la regolarità dei versamenti del tuo datore di lavoro e segnalare al Fondo eventuali omissioni contributive, scrivendo a info@prevedi.it.

 

Inoltre, attraverso l’area riservata, puoi verificare il saldo della tua posizione in Prevedi, scaricare e stampare l’estratto contributivo e la comunicazione informativa periodica nel formato previsto dalla Covip (disponibile nel mese di marzo di ogni anno con riferimento all’anno precedente), modificare il tuo indirizzo e i tuoi recapiti di telefono e e-mail, effettuare eventuali versamenti volontari aggiuntivi al Fondo Pensione.

Il dettaglio dei costi applicati da Prevedi è indicato nella scheda dei costi del Fondo che fa parte delle informazioni chiave per l’aderente. Entrambi i documenti sono disponibili nella sezione Documentazione del sito web.

Il Fondo Prevedi applica una quota associativa annua, che viene trattenuta sulle contribuzioni versate: per coloro che versano solo il contributo contrattuale, la quota associativa è di 4 euro annui; per coloro che versano contributi aggiuntivi al contributo contrattuale, la quota associativa annua è invece pari a 15 euro annui. Vengono inoltre prelevati 5 euro al momento della liquidazione per riscatto o per anticipazione, solo se la stessa è di importo lordo superiore a 350 euro.

 

Per avere un’idea dei costi complessivi, inclusi quelli che vengono applicati sul patrimonio del Fondo per remunerare i gestori finanziari, puoi fare riferimento all’indicatore sintetico di costo (ISC) calcolato secondo le direttive della Covip e riportato nella scheda dei costi, che indica l’incidenza percentuale di tutti i costi del Fondo sulla posizione del lavoratore. Poiché l’ISC è calcolato nello stesso modo da tutti i fondi pensione puoi confrontare il costo di Prevedi con quelli degli altri fondi tramite l’apposita funzionalità “Confronta Fondi”.

Il Fondo Pensione Prevedi offre due linee (dette anche comparti) di investimento con un distinto profilo di rischio (derivante dalla oscillazione del valore dell’investimento) e rendimento (derivante dai proventi dell’investimento) atteso.

Il comparto Bilanciato, investe mediamente in obbligazioni il 72% del patrimonio; la maggior parte di tali obbligazioni è composta da titoli di stato europei e, in minor misura, da obbligazioni di società private. Il restante 28% del patrimonio (in media) è investito in azioni quotate sui mercati finanziari mondiali. La gestione finanziaria del comparto Bilanciato punta, in un orizzonte temporale superiore a 5 anni, a perseguire un rendimento maggiore rispetto a quello del TFR previsto dall’art. 2120 del codice civile, accettando comunque un’esposizione al rischio moderata. Tale comparto soddisfa, quindi, le esigenze previdenziali degli associati che prevedono di rimanere nel Fondo Pensione per un periodo tendenzialmente superiore a 5 anni.

Lo stile gestionale del comparto è attivo, nel senso che il gestore del comparto può discostarsi dal benchmark nei limiti previsti dalle convenzioni di gestione. Il benchmark del comparto propone una gestione con un profilo di rischio medio, adeguata alla tipologia del comparto, che si prefigge la realizzazione di rendimenti superiori rispetto al TFR aziendale in un’ottica di medio/lungo periodo (tra 5 e 10 anni).

Il comparto Sicurezza è stato costituito per accogliere il TFR tacitamente conferito al Fondo ai sensi dell’art. 8 co. 7 lett. b) del D.Lgs 252/05: per questo esso deve soddisfare, in termini di politica e strategia di investimento, i requisiti a tale fine imposti dallo stesso D.Lgs. 252/05 e dalle conseguenti indicazioni della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione. Esso si caratterizza, quindi, per un profilo di rischio/rendimento particolarmente prudente, tale da “garantire la restituzione del capitale” al verificarsi, in capo all’associato, di una serie di eventi ritenuti meritevoli di tutela e “rendimenti comparabili al tasso di rivalutazione del TFR” di cui all’art. 2120 del codice civile (il testo virgolettato è tratto dall’art. 8 co. 9 del D.Lgs. 252/05).  In conformità a tali prescrizioni il comparto Sicurezza è assistito da una garanzia di restituzione del capitale versato (nelle ipotesi e con le caratteristiche sotto precisate). Le particolari caratteristiche del comparto Sicurezza lo rendono particolarmente indicato per i soggetti con bassa propensione al rischio, che siano prossimi al pensionamento o che, comunque, prevedano un orizzonte temporale di pochi anni prima di richiedere al Fondo la liquidazione della propria posizione individuale.

Il comparto Sicurezza è stato previsto anche quale comparto di destinazione del contributo contrattuale per gli aderenti contrattuali con età superiore a 55 anni (al momento dell’adesione): tale previsione è stata assunta in funzione della relativa brevità del periodo teorico di permanenza nel Fondo per tali iscritti, e della conseguente necessità di proteggere la loro posizione individuale dal rischio di repentine variazioni di valore conseguenti all’andamento dei mercati finanziari.

Garanzia: viene offerta la seguente garanzia: garanzia di restituzione del capitale investito, al netto delle spese non coperte dalla garanzia precisate nella tabella sotto riportata, e al netto di eventuali anticipazioni non reintegrate e/o di eventuali riscatti parziali.

La garanzia sopra descritta opera sia alla scadenza della convenzione di gestione (che avverrà al 31/12/2027), sia al verificarsi dei seguenti eventi in capo al lavoratore associato:

- richiesta della prestazione pensionistica complementare per pensionamento ai sensi dell’art. 11 co. 2 e co. 4 del D.Lgs. 252/05;

- riscatto per decesso;

- riscatto per invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo;

- riscatto per inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi;

 

- anticipazione della posizione individuale per spese sanitarie relative a terapie e interventi straordinari ai sensi dell’art. 11, co. 7 lett. a) del D.Lgs 252/05.