Skip to main content
Guida rapida al Fondo pensione Prevedi Fondo Pensione Prevedi

Guida informativa e operativa del Fondo Prevedi

Informazioni e Modulistica del Fondo pensione Prevedi

In questa sezione vengono elencate le Domande e Risposte più frequenti sul funzionamento e documentazione del Fondo Pensione Prevedi.

Seleziona l'argomento e consulta le risposte, cliccando sulla relativa Domanda.

COSA E’ PREVEDI?

PREVEDI è il Fondo Pensione Complementare Nazionale dei lavoratori e delle imprese che fanno capo ai Contratti Nazionali di lavoro Edili-industria, Edili-artigianato, Edili-Aniem-Anier-Confimi ed è stato costituito sulla base di appositi Accordi tra le Parti Sociali firmatarie di tali Contratti.

Prevedi è stato creato con l’unico scopo di offrire un supporto economico ai lavoratori edili alla cessazione del rapporto di lavoro, idealmente al momento del pensionamento, oppure, qualora la cessazione si verifichi prima di tale momento, per motivi diversi dal pensionamento (ad esempio dimissioni, licenziamento, fallimento del datore di lavoro, chiusura del cantiere edile, ecc.).
Inoltre, anche durante il rapporto di lavoro con l’azienda edile, il lavoratore può richiedere anticipazioni sulla posizione individuale maturata presso il Fondo Pensione Prevedi, per le diverse motivazioni previste dalla legge (per motivi di salute, per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, o per altre esigenze).

Per effetto dei Contratti Nazionali di lavoro dell’edilizia tutti i lavoratori edili hanno un accantonamento mensile nel Fondo Prevedi versato a loro favore dal datore di lavoro. Questo accantonamento si chiama contributo contrattuale e ha un importo compreso tra 8 e 20 euro mensili, a seconda del livello di inquadramento del lavoratore e dei giorni di effettivo lavoro nel mese, e si applica per 13 mensilità per gli operai e per 14 mensilità per gli impiegati.

Le modalità di calcolo del contributo contrattuale obbligatorio sono indicate nella “Guida sul calcolo del contributo contrattuale” disponibile nella sezione normativa del sito web di Prevedi.
Registrati e accedi all’Area riservataVerifica l’importo che hai maturato” nel sito web www.prevedi.it per vedere quanto è stato fino ad ora accantonato a tuo favore.

Se non lo ha ancora fatto, compila subito il modulo di integrazione contributiva per attivare il contributo a Prevedi pari all’1% della tua retribuzione e ottenere così il contributo aggiuntivo dello stesso importo da parte del tuo datore di lavoro!

SIMULA LA TUA PENSIONE INTEGRATIVA

Per effettuare una stima della pensione integrativa che potrebbe offrirti Prevedi utilizza l’apposito simulatore, predisposto dal Fondo Pensione in base alle indicazioni della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip). Questo simulatore ti consente di verificare quale potrebbe essere la posizione individuale integrativa e, quindi, la tua pensione integrativa, al variare della tua contribuzione al Fondo e del comparto di investimento che sceglierai.

Per effettuare la simulazione clicca qui.

QUANDO POSSO CHIEDERE LA LIQUIDAZIONE A PREVEDI?

Per avere informazioni su tutte le tipologie di prestazioni erogabili dal Fondo Prevedi e scaricare i moduli per richiederle, vai sulla sezione “Chiedi la liquidazione a Prevedi” nella prima pagina del sito web www.prevedi.it. Per accedere direttamente a questa pagina clicca qui.

COME MODIFICARE LA CONTRIBUZIONE A PREVEDI

Il lavoratore può liberamente modificare la contribuzione a Prevedi sia in aumento che in diminuzione; può anche sospenderla e successivamente riattivarla in qualsiasi momento.

La modifica può riguardare la contribuzione percentuale sulla retribuzione oppure il TFR, oppure entrambe le tipologie contributive.

Per modificare la misura della contribuzione a Prevedi, puoi utilizzare il modulo di variazione della contribuzione, che troverai in OPERAZIONI (Moduli ed Istruzioni di compilazione)
con il titolo: Informazioni su Richiesta di variazione della contribuzione a Prevedi

COME FACCIO AD AVERE L’1% IN PIÙ DELLA RETRIBUZIONE E GLI ALTRI VANTAGGI OFFERTI DA PREVEDI?

I Contratti nazionali di lavoro del settore edile ti offrono la possibilità di avere un contributo aggiuntivo dal datore di lavoro pari all’1% della tua retribuzione lorda: per usufruire di questo beneficio devi attivare un contributo a tuo carico dello stesso importo utilizzando il modulo di integrazione contributiva.
Inoltre, puoi scegliere se versare nella tua posizione Prevedi anche il TFR oppure se lasciarlo in azienda.
Queste contribuzioni alimentano la liquidazione che chiederai a Prevedi alla cessazione del rapporto di lavoro.
Contribuendo a Prevedi usufruisci, inoltre, di importanti benefici fiscali: il contributo a tuo carico e quello a carico del datore di lavoro sono deducibili ai fini IRPEF fino al raggiungimento dell’importo di € 5.164,57 annui.
I contributi versati a Prevedi sono al sicuro: se il datore di lavoro fallisce senza aver versato le tue contribuzioni puoi richiedere l’intervento del fondo di garanzia INPS che verserà a PREVEDI l’intero importo delle spettanze a te dovute. Il Fondo Prevedi, invece, non può fallire, perché non può indebitarsi per nessun motivo né concedere prestiti a nessuno.
PREVEDI è il fondo pensione della tua categoria, non ha scopo di lucro e, quindi, ha costi più bassi rispetto al mercato dei fondi aperti e delle polizze previdenziali gestite da banche e assicurazioni.

Accedi alla funzionalità “Confronta Fondi per scoprire quanto conviene scegliere PREVEDI rispetto agli altri fondi pensione del mercato!

COME VENGONO VERSATE LE CONTRIBUZIONI A PREVEDI?

Puoi scegliere di versare a Prevedi solo l’1% della tua retribuzione, che ti da diritto ad avere l’1% in più del datore di lavoro, oppure di aggiungere anche il tuo TFR oppure di versare a Prevedi solo il TFR.
Tutte queste scelte contributive si possono modificare nel tempo, nel senso che puoi sospenderle e riattivarle in qualsiasi momento.
Le contribuzioni vengono versate, tramite il tuo datore di lavoro, in una posizione intestata a te presso il Fondo Prevedi, al quale chiederai la liquidazione alla cessazione del rapporto di lavoro.

Le contribuzioni versate a Prevedi vengono evidenziate nella tua busta paga mensile, dove potrai vedere sia quelle che versi tu sia quelle a carico del tuo datore di lavoro, come previsto dai Contratti nazionali di lavoro dell’edilizia.

SE IL MIO DATORE DI LAVORO FALLISCE COSA POSSO FARE?

Se il tuo datore di lavoro fallisce o viene sottoposto a una procedura concorsuale puoi fare richiesta al Fondo di garanzia INPS per la previdenza complementare che si occupa di versare a Prevedi le tue contribuzioni non ancora versate dal datore di lavoro insolvente.
In questo modo sei sicuro che non perderai i contributi che hai scelto di versare in Prevedi.

Se hai bisogno di aiuto o vuoi maggiori informazioni su come richiedere l’intervento del fondo di Garanzia dell’INPS, scrivici cliccando qui.

COME POSSO CONTROLLARE I CONTRIBUTI VERSATI E TOTALE MATURATO SULLA MIA POSIZIONE?

Per controllare i tuoi versamenti contributivi e il totale accumulato nel Fondo Prevedi, registrati nell’Area riservata “Verifica l’importo che hai maturato” nel sito web www.prevedi.it.
Per chiedere chiarimenti o segnalare eventuali omissioni contributive, scrivi a info@prevedi.it.

Inoltre, all’interno dell’area riservata, puoi verificare il saldo della tua posizione in Prevedi, scaricare e stampare l’estratto contributivo e la comunicazione informativa periodica relativa all’anno precedente (disponibile nel mese di marzo di ogni anno con riferimento all’anno precedente), modificare il tuo indirizzo e i tuoi recapiti di telefono e e-mail, effettuare eventuali versamenti volontari aggiuntivi al Fondo Pensione.

QUALI SONO I COSTI DEL FONDO PENSIONE?

I costi applicati da Prevedi sono indicati nella scheda dei costi disponibile cliccando qui.

Il Fondo Prevedi finanzia le proprie spese amministrative con una quota associativa di 4 euro all’anno, che vengono trattenuti dalle contribuzioni versate nell’anno da ciascun iscritto. Inoltre, viene applicata una quota associativa di 4 euro sulle posizioni non più contribuenti da almeno tre anni: ad esempio, nel 2020 vengono prelevati 4 euro dalle posizioni che non hanno versato contributi relativi né al 2017, né al 2018, né al 2019.
Vengono inoltre prelevati 5 euro al momento della liquidazione per riscatto o per anticipazione, solo se la stessa è di importo lordo superiore a 350 euro (maggiorati di ulteriori 5 euro in caso di posizione vincolata a seguito di finanziamento con cessione del V della retribuzione, che richiede una serie di scambi informativi tra il Fondo e la società finanziaria).

Per avere un’idea dei costi complessivi, inclusi quelli che vengono applicati sul patrimonio del Fondo per remunerare i gestori finanziari (di cui l’iscritto non si accorge perché i rendimenti del Fondo sono al netto di questi costi), puoi fare riferimento all’indicatore sintetico di costo (ISC) calcolato secondo le direttive della Covip, che indica l’incidenza percentuale di tutti i costi del Fondo sulla posizione del lavoratore. Poiché l’ISC è calcolato nello stesso modo da tutti i fondi pensione puoi confrontare il costo di Prevedi con quelli degli altri fondi tramite l’apposita funzionalità “Confronta Fondi”.

QUAL’E’ IL COMPARTO DI INVESTIMENTO PIU’ ADATTO ALLE MIE ESIGENZE?

Il Fondo Pensione Prevedi offre due linee (dette anche comparti) di investimento con un distinto profilo di rischio (derivante dalla oscillazione del valore dell’investimento) e rendimento (derivante dai proventi dell’investimento) atteso.

I contributi versati da ogni lavoratore iscritto a Prevedi vengono investiti al fine di generare un rendimento aggiuntivo che contribuisca ad aumentare la posizione maturata nel Fondo Pensione. A tal fine Prevedi offre agli iscritti due soluzioni alternative di investimento, caratterizzate da distinti profili di rendimento e rischio: il comparto Bilanciato e il comparto Sicurezza.
Il comparto Bilanciato offre una prospettiva di rendimento tendenzialmente più alta, nel medio lungo periodo, rispetto al comparto Sicurezza, ma è soggetto ad una maggiore variabilità di risultato rispetto a quest’ultimo. Questa variabilità di risultato, tecnicamente definita volatilità, esprime la rischiosità dell’investimento: la volatilità, infatti, misura la variabilità percentuale (deviazione standard) del valore dell’investimento rispetto alla propria media in un determinato periodo di tempo. Tanto maggiore è la volatilità, tanto maggiore sarà la probabilità che il valore dell’investimento, in un determinato periodo di tempo, si discosti dalla propria media e tanto maggiore sarà l’entità di queste potenziali differenze.

Il comparto Bilanciato investe nelle seguenti tipologie di strumenti finanziari: azioni (mediamente il 30% del patrimonio complessivo e fino a un massimo del 35%), titoli di stato (mediamente 45% del patrimonio complessivo) e obbligazioni societarie (mediamente 25% del patrimonio complessivo e fino a un massimo del 35%). La gestione finanziaria del comparto Bilanciato punta, in un orizzonte temporale tendenzialmente superiore a 5 anni, a perseguire un rendimento maggiore rispetto a quello del TFR previsto dall’art. 2120 del codice civile, accettando comunque un’esposizione al rischio moderata. Tale comparto soddisfa, quindi, le esigenze previdenziali degli associati che prevedono di rimanere nel Fondo Pensione per un periodo tendenzialmente superiore a 5 anni. Il comparto Bilanciato presenta una volatilità attesa pari al 4,5% nell’orizzonte temporale di 5 anni.
Il comparto Sicurezza, invece, investe prevalentemente in titoli di stato emessi da Paesi dell’area euro, e, per la parte residua del patrimonio, in obbligazioni societarie (massimo 40% del patrimonio complessivo) e in azioni (massimo il 10% del patrimonio complessivo).

Il comparto Sicurezza punta ad ottenere un rendimento paragonabile al tasso di rivalutazione del TFR ai sensi dell’art. 2120 del codice civile, in un orizzonte temporale pluriennale. Il comparto Sicurezza garantisce, inoltre, la restituzione del capitale versato alla scadenza della convenzione di gestione e nei seguenti casi: richiesta della prestazione pensionistica complementare per pensionamento; riscatto per decesso; riscatto per invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo; riscatto per inoccupazione superiore a 48 mesi; anticipazione della posizione individuale per spese sanitarie relative a terapie e interventi straordinari ai sensi dell’art. 11, co. 7 lett. a) del D.Lgs 252/05; erogazione della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).

Da quanto sopra espresso si deduce che il comparto Sicurezza si rivolge idealmente agli iscritti a Prevedi ormai prossimi al pensionamento o che prevedono, comunque, di rimanere nel Fondo Pensione per un periodo tendenzialmente breve e inferiore a 5 anni. Il comparto Sicurezza presenta una volatilità attesa pari al 2,4% nell’orizzonte temporale di 5 anni.
Il comparto Sicurezza è stato previsto quale comparto di destinazione del TFR tacitamente destinato a Prevedi ai sensi del D.Lgs. 252/05 (per i lavoratori che, entro sei mesi dall’assunzione, non abbiano scelto una diversa destinazione del proprio TFR) e del contributo contrattuale per gli aderenti contrattuali con età superiore a 55 anni al momento dell’adesione: tale previsione è stata assunta in funzione della brevità del periodo teorico di permanenza nel Fondo per tali iscritti, e della conseguente necessità di proteggere la loro posizione individuale dal rischio di repentine variazioni di valore conseguenti all’andamento dei mercati finanziari.

Per consultare e confrontare il rendimento storico dei due comparti di investimento del Fondo Prevedi, cliccare qui.

OLTRE AI DIPENDENTI DELLE IMPRESE EDILI POSSONO ADERIRE A PREVEDI ANCHE ALTRI SOGGETTI?

L’art. 5 dello Statuto di Prevedi consente l’adesione anche dei seguenti soggetti non dipendenti di imprese edili:

  • lavoratori dipendenti delle organizzazioni sindacali e datoriali, nazionali e territoriali, firmatarie dei contratti collettivi nazionali di lavoro di cui al precedente art. 1, sulla base dell’adozione di specifiche fonti istitutive;
  • lavoratori dipendenti del Fondo Prevedi;
  • i professionisti e i lavoratori autonomi che collaborano con imprese che applicano i CCNL di cui al precedente art. 1, e che non abbiano un proprio fondo pensione negoziale di riferimento.
  • i titolari delle imprese individuali e i familiari partecipanti alle imprese familiari di cui all’articolo 230-bis del codice civile che applicano i CCNL di cui al precedente art. 1.
  • amministratori e i soci partecipanti al lavoro delle società che applicano i CCNL di cui al precedente art. 1;
  • i familiari fiscalmente a carico, ai sensi delle disposizioni vigenti, degli iscritti al Fondo Prevedi.

Consulta i vantaggi dell’adesione a Prevedi per i soggetti diversi dai dipendenti dalle imprese edili cliccando qui.

Scarica Modulo: Modulo_di_integrazione_contributiva.pdf

Informazioni su Modulo di integrazione contributiva (per attivare versamento 1% e/o TFR)

ATTIVAZIONE CONTRIBUTO PERCENTUALE SULLA RETRIBUZIONE E/O CONTRIBUTO TFR

A chi serve: ai lavoratori (operai, impiegati o quadri) soggetti al CCNL Edili-industria, Edili-artigianato o Edili-Aniem-Anier-Confimi che vogliono attivare il contributo 1% della retribuzione a carico del lavoratore + 1% della retribuzione a carico del datore di lavoro ed, eventualmente, il contributo TFR (il lavoratore può decidere di tenere il TFR in azienda e attivare solo il contributo % sulla retribuzione).

Scarica Modulo: Modulo_di_adesione_per_lavoratori_non_dipendenti_e_fiscalmente_a_carico.pdf

Informazioni su Modulo di adesione a Prevedi per lavoratori non dipendenti

ADESIONE A PREVEDI DI SOGGETTI DIVERSI DAI LAVORATORI DIPENDENTI (INCLUSI I FISCALMENTE A CARICO DEGLI ISCRITTI A PREVEDI)

A chi serve: agli imprenditori edili, ai loro amministratori e ai loro collaboratori, ai professionisti che collaborano con le imprese edili, ai familiari a carico degli iscritti a Prevedi, che vogliano aderire a Prevedi.

Scarica Modulo: Adesione_dipendenti_non_soggetti_CCNL_edili.pdf

Informazioni su Modulo di adesione a Prevedi per lavoratori dipendenti non edili

ADESIONE A PREVEDI DI LAVORATORI DIPENDENTI NON SOGGETTI AI CCNL DELL’EDILIZIA

A chi serve: ai lavoratori dipendenti non soggetti ai CCNL dell’edilizia per i quali l’art. 5 dello Statuto di Prevedi stabilisce la possibilità di adesione al Fondo Pensione che vogliano aderire a Prevedi.

Scarica Modulo: Richiesta_di_riscatto.pdf

Informazioni su richiesta di riscatto

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che vogliano chiedere la liquidazione in unica soluzione a Prevedi (pagamento tutto in una volta, non a rate), avendo cessato il rapporto di lavoro per qualsiasi motivo o perché si trovano in cassa integrazione guadagni.

Scarica Modulo: Richiesta_di_prestazione_in_rendita.pdf

Informazioni su richiesta prestazione pensionistica in rendita (solo per pensionati che vogliono la liquidazione rateale)

RENDITA (LIQUIDAZIONE A RATE)

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che, essendo pensionati INPS e iscritti a Prevedi da almeno 5 anni, vogliano richiedere la liquidazione in forma di rendita, cioè di pagamento rateale distribuito su tutta la vita residua dell’iscritto.

Scarica Modulo: Richiesta_di_anticipazione_per_spese_sanitarie.pdf

Informazioni su richiesta di anticipazione per spese mediche (fino al 75% della posizione per gravi motivi di salute)

ANTICIPAZIONE PER SPESE SANITARIE

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che vogliano richiedere l’anticipazione fino al 75% della posizione maturata in Prevedi per far fronte a spese per gravi motivi di salute certificati dalle strutture sanitarie pubbliche.

Scarica Modulo: Richiesta_di_anticipazione_per_acquisto_prima_casa.pdf

Informazioni su richiesta di anticipazione per acquisto 1 casa (fino al 75% della posizione dopo 8 anni di iscrizione)

ANTICIPAZIONE PER ACQUISTO PRIMA CASA

A chi serve: agli iscritti a Prevedi da almeno 8 anni che vogliano richiedere l’anticipazione fino al 75% della posizione maturata in Prevedi per far fronte alle spese per l’acquisto della prima casa di abitazione per se o per i figli.

Scarica Modulo: Richiesta_di_anticipazione_per_ristrutturazione_prima_casa.pdf

Informazioni su richiesta di anticipazione per ristrutturazione 1 casa (fino al 75% della posizione dopo 8 ani di iscrizione)

ANTICIPAZIONE PER RISTRUTTURAZIONE PRIMA CASA

A chi serve: agli iscritti a Prevedi da almeno 8 anni che vogliano richiedere l’anticipazione fino al 75% della posizione maturata in Prevedi per far fronte alle spese per la ristrutturazione della prima casa di abitazione per se o per i figli.

Scarica Modulo: Richiesta_di_anticipazione_per_ulteriori_esigenze.pdf

Informazioni su richiesta di anticipazione per qualsiasi esigenza (fino al 30% della posizione dopo 8 anni di iscrizione)

ANTICIPAZIONE PER ULTERIORI ESIGENZE

A chi serve: agli iscritti a Prevedi da almeno 8 anni che vogliano richiedere l’anticipazione fino al 30% della posizione maturata in Prevedi per far fronte alle proprie esigenze.

Scarica Modulo: Richiesta_di_riscatto_per_decesso.pdf

Informazioni su richiesta di liquidazione per decesso

LIQUIDAZIONE PER DECESSO

A chi serve: agli eredi o beneficiari di un iscritto a Prevedi deceduto, per richiedere la liquidazione della posizione maturata da quest’ultimo nel Fondo Pensione.

Scarica Modulo: Richiesta_Rendita_Integrativa_Temporanea_Anticipata.pdf

Informazioni su Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)

RENDITA INTEGRATIVA TEMPORANEA ANTICIPATA (R.I.T.A)

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che vogliano chiedere la prestazione denominata R.I.T.A. La R.I.T.A. è una prestazione particolare che consente al lavoratore che cessi il rapporto di lavoro prima del pensionamento di richiedere la liquidazione dell’intera posizione maturata nel Fondo Prevedi in rate suddivise nel periodo compreso tra la cessazione del rapporto di lavoro e il pensionamento. La tassazione applicata a questa prestazione è molto vantaggiosa: tassazione compresa tra il 9% e il 15% sulle contribuzioni versate a Prevedi e a suo tempo dedotte dal reddito del lavoratore (i rendimenti prodotti dal Fondo non sono, invece, soggetti a tassazione in fase di liquidazione). La tassazione del 15%, infatti, diminuisce dello 0,3% per ogni anno di permanenza nel Fondo Pensione a partire dal quindicesimo, fino ad arrivare ad un’aliquota minima del 9%. I requisiti per richiedere la R.I.T.A. sono i seguenti:

a) Almeno 5 anni di iscrizione alla previdenza complementare; Cessazione del rapporto di lavoro; Maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia entro i successivi 5 anni; Contribuzione di almeno 20 anni all’INPS

Oppure

b) Almeno 5 anni di iscrizione alla previdenza complementare; Inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi; maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia entro i successivi 10 anni; (tassazione max 15%, min 9% sui soli contributi dedotti, rendimento finanziario esente)

Scarica Modulo: Richiesta_di_revoca_RITA_-_GDPR.pdf

Informazioni sulla revoca della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)

REVOCA RENDITA INTEGRATIVA TEMPORANEA ANTICIPATA (RITA)

A chi serve: a coloro che intendessero revocare la richiesta di Rendita

Scarica Modulo: Richiesta_di_variazione_del_comparto_di_investimento_(switch).pdf

Informazioni su Richiesta di variazione comparto di investimento

VARIAZIONE DEL COMPARTO DI INVESTIMENTO

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che vogliano chiedere la variazione del comparto di investimento, tra quelli offerti dal Fondo Prevedi. La variazione del comparto può essere effettuata più volte, purché a distanza di almeno un anno dall’ultima variazione precedente.

Scarica Modulo: Richiesta_di_variazione_della_contribuzione_a_Prevedi.pdf

Informazioni su Richiesta di variazione della contribuzione a Prevedi

VARIAZIONE DELLA CONTRIBUZIONE A PREVEDI (% SULLA RETRIBUZIONE E/O TFR)

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che abbiano già in precedenza attivato contribuzioni aggiuntive a quella contrattuale e che vogliano modificare, in aumento o in diminuzione, la misura della contribuzione a Prevedi, deve compilare il modulo di variazione della contribuzione a Prevedi, disponibile cliccando qui.

Scarica Modulo: Modulo_di_designazione_beneficiari_per_il_caso_di_morte_dell_iscritto.pdf

Informazioni su designazione beneficiari per il caso di morte dell’iscritto

DESIGNAZIONE DEI BENEFICIARI IN CASO DI MORTE DELL’ISCRITTO

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che abbiano già in precedenza attivato contribuzioni aggiuntive a quella contrattuale e che vogliano destinare al Fondo anche il TFR maturato in precedenza.

Scarica Modulo: Accordo_per_il_trasferimento_a_Prevedi_del_TFR_maturato_prima_dell_adesione_al_fondo_pensione_-_GDPR.pdf

Informazioni su Conferimento a Prevedi del TFR pregresso

DESTINAZIONE A PREVEDI DEL TFR MATURATO PRIMA DELL’ADESIONE AL FONDO PENSIONE

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che abbiano già in precedenza attivato contribuzioni aggiuntive a quella contrattuale e che vogliano destinare al Fondo anche il TFR maturato in precedenza, qualora tale TFR sia rimasto presso il datore di lavoro. In proposito si evidenzia che il TFR non destinato alla previdenza complementare viene mantenuto presso il datore di lavoro solo dalle aziende che hanno meno di 50 dipendenti, mentre quelle che hanno più di 50 dipendenti lo conferiscono all’INPS e quest’ultima non consente al lavoratore alcuna diversa destinazione successiva.

Scarica Modulo: Comunicazione_contributi_non_dedotti_dal_reddito_dell_iscritto_-_GDPR.pdf

Informazioni su Comunicazione contributi non dedotti dal reddito del lavoratore

COMUNICAZIONE DI CONTRIBUTI NON DEDOTTI

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che debbano comunicare eventuali contributi versati al Fondo e non ancora dedotti dall’imponibile Irpef.
I contributi trattenuti dalla retribuzione del lavoratore e quelli aggiunti dal datore di lavoro sono deducibili ai fini Irpef fino a 5.164,57 euro annui. La deduzione ai fini Irpef di tali contributi avviene, normalmente, nella busta paga mensile, a cura del datore di lavoro che la produce oppure, qualora ciò non sia eventualmente avvenuto, in fase di dichiarazione annuale dei redditi (modello 730 o modello 740).
I contributi eventualmente non dedotti ai fini irpef da parte del datore di lavoro sono indicati nella certificazione unica a fini fiscali (CU) che il datore di lavoro invia al lavoratore entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello di versamento. I contributi versati a Prevedi ed, eventualmente, non dedotti dal reddito né nella busta paga né nella dichiarazione annuale dei redditi, devono essere dichiarati a Prevedi dal lavoratore entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di versamento, in modo che il Fondo Pensione li possa esentare da tassazione in fase di liquidazione finale all’iscritto.

Scarica Modulo: Dichiarazione_premio_di_risultato.pdf

Informazioni su Dichiarazione per il versamento del premio di risultato

DESTINAZIONE A PREVEDI DEL PREMIO AZIENDALE DI RISULTATO

A chi serve: agli iscritti a Prevedi che debbano comunicare la destinazione al Fondo Pensione di tutto o parte del premio aziendale di risultato. La legge di Bilancio per il 2017 ha introdotto la possibilità di destinare alla previdenza complementare (in tutto o in parte), anziché percepire in busta paga, il premio aziendale di risultato, prevedendo che tali somme siano esenti da tassazione sia nella fase di maturazione e destinazione al fondo pensione che nella fase di liquidazione da parte di quest’ultimo. La circolare dell’Agenzia delle Entrate 5/E del 29/03/2018 ha disposto che, affinché tali somme possano beneficiare degli sgravi sopra descritti, la destinazione del premio di risultato alla previdenza complementare debba essere prevista nella contrattazione collettiva aziendale o territoriale. In presenza delle condizioni sopra indicate, l’iscritto che abbia destinato a Prevedi, in tutto o in parte, il premio di risultato, deve comunicarlo al Fondo Pensione affinché quest’ultimo possa esentarlo da tassazione.

Contatta ora il Fondo Pensione
Contattaci per qualunque chiarimento riguardo la tua posizione pensionistica o informazioni sul funzionamento del nostro Fondo. Saremo lieti di risponderti nel minor tempo possibile.